Pubblicato su Politica Domani Num 8 - Novembre 2001

Referendum del 7 ottobre
VINCE IL 'SÌ'
Bassa l'affluenza alle urne

Raffaello A. Doro

Il 7 ottobre si e' tenuto il Referendum confermativo sulla legge di revisione costituzionale sul federalismo (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), che era già stata approvata dalle Camere nella passata legislatura, ma che per aver efficacia doveva esser ratificata dal popolo. L'esito del quesito referendario ha visto il successo del "SI" con circa il 70% delle preferenze. Tuttavia dal punto di vista della partecipazione democratica alla gestione della Cosa pubblica va registrato un altro passo indietro: l'affluenza alle urne è stata solo del 23,9% degli aventi diritto al voto. Un dato comunque irrilevante dal punto di vista della validità della consultazione poiché, trattandosi di un referendum confermativo (il primo nella storia della nostra Repubblica) non era necessario raggiungere il quorum (50%+1) per ritenere valido il voto, come accade invece per il referendum abrogativo. E' bastata dunque una piccola parte del Paese per modificare la Costituzione, sintomo evidente del sempre maggiore distacco della gente dalla politica. Dal punto di vista pratico la riforma federalista già approvata dal Parlamento diviene subito efficace, delegando agli enti locali molti poteri in tema di sanità, istruzione, servizi sociali prima gestiti dallo Stato centrale. Grande soddisfazione ha manifestato tutto il centro sinistra (la maggioranza della passata legislatura che ha di fatto promulgato la modifica costituzionale). L'attuale governo invece, che si era schierato contro questa legge, pur avendola, in parte, precedentemente votata in Parlamento, ha già promesso con il ministro Della Loggia che sarà presto presentata una nuova proposta. Se si considera che molti Presidenti di Regione della Casa delle Libertà hanno votato 'SÌ' al referendum, questo argomento rischia di diventare una vera e propria telenovela. Arrivederci alle prossime puntate.

 

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