Pubblicato su politicadomani Num 54 - Gennaio 2006

editoriale
Anno I numero uno

di Maria Mezzina

La veste grafica di questo primo numero del nuovo anno è più di un "restyling". Si tratta del risultato e, anche, del punto di partenza di un profondo cambiamento. È, ancora una volta, l'orgogliosa affermazione della noistra indipendenza, autonomia e creatività, permettetecelo. Dalla Scuola di Formazione Socio-Politica è nata una nuova entità: la Società Cooperativa giornalistica "Giorgio La Pira".
Nel doppio numero che compare sulla testata ci sono la nostra storia e il nostro futuro: in "politicadomani" anno I numero 1, continua "Politica Domani" anno VI numero 54.
Un momento difficile per una scelta che non è stata facile. Esistono nuove norme nella Finanziaria 2006 che minano alla base quella libertà di pensiero e di espressione che sono il fondamento della democrazia: l'appartenenza alla società cooperativa di soli giornalisti e poligrafici, la proprietà della testata, il quasi raddoppio dei tempi necessari ad ottenere i finanziamenti previsti dallo stato a favore dell'editoria. È lecito chiedersi se nell'intenzione del legislatore non ci sia stata, in fondo, oltre alle necessità di bilancio, anche la volontà di colpire tante piccole testate (inclusa la stampa di partito) riducendo al silenzio molte voci libere. A meno che - e in questo senso il mondo della stampa libera si sta organizzando - tutte queste realtà non facciano rete fino a coprire l'intero territorio nazionale. Cosa molto più probabile e reale di quanto non possano pensare tanti che credono soltanto nella forza del potere e dei soldi.
La scelta di far nascere una entità imprenditoriale - formata per di più da una maggioranza di giovani - specializzata in prodotti che diffondono la cultura della partecipazione, della responsabilità e del rispetto è la nostra risposta ai tentativi di coloro che tutto ciò vedono con sospetto e di cui farebbero volentieri a meno. È il nostro modo di mettere in moto meccanismi di produzione-lavoro che affondano le loro radici nella tradizione della grande imprenditorialità italiana; quella venuta su da idee ardite, in contesti difficili, con il sacrificio e la competenza dei responsabili, con la partecipazione e la collaborazione di tutti. È, anche, il nostro modo di continuare a fare politica in mezzo alla gente e in mezzo ai giovani.
Da qui la scelta del nome "Giorgio La Pira", un personaggio cresciuto e formato alla scuola dei grandi della nostra tradizione politica. Sindaco impareggiabile e amatissimo di una città, Firenze, nella quale i suoi metodi e le sue idee hanno creato una tradizione. Operatore di pace infaticabile, sostenitore del dialogo, della mediazione e dell'impegno personale come metodi di risoluzione di ogni conflitto. Uomo dalla creatività straordinaria, dalla volontà tenace, con una fede incrollabile nella bontà della natura umana, sostenuta dal suo personale, profondissimo sentimento religioso.
L'uomo ha segnato il corso della storia e solo la superficialità e la disattenzione dell'ultimo ventennio hanno permesso che diventasse un "quasi sconosciuto" per i giovani di questo inizio millennio. Per i valori che rappresenta e per l'esempio di impegno politico che ha lasciato, abbiamo voluto che il nome di Giorgio La Pira fosse anche il nostro.

 

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