Pubblicato su Politica Domani Num 43 - Gennaio 2005

A Roma il lavoro piace in nero
La maggior parte dei lavoratori sfruttati e sottopagati nella Capitale e nella Provincia sono stranieri. La CGIL denuncia un aumento delle vertenze

 

In una sola operazione, realizzata dai carabinieri e dall'Ispettorato del Lavoro, su un totale di 206 aziende controllate, ben 183 sono risultate non in regola con le norme sul lavoro. Durante i controlli, avvenuti nel periodo estivo, sono stati scoperti ben 220 lavoratori in nero (147 stranieri) su 852.
Il punto più critico riguarda il settore edilizio: nove cantieri (8 in provincia e uno nella Capitale) hanno mostrato violazioni alle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro talmente gravi da indurre a un immediato sequestro.
I dati non riguardano solo la capitale. L'area dell'operazione ha abbracciato, oltre alla città di Roma, tutta la provincia, in particolare la zona dei Castelli (Frascati, Marino, Albano Laziale e Genzano), Guidonia e Tivoli, Monterotondo e Mentana, Ostia, Cerveteri e Pomezia. Tutte aree contraddistinte da uno sviluppo veloce e spesso 'selvaggio' dell'edilizia.
Particolarmente allarmante il coinvolgimento di bambini. Durante le ispezioni sono stati trovati anche 10 minori occupati illegalmente e, per questo motivo, sono stati denunciati all'autorità giudiziaria quattro datori di lavoro. In assoluto le violazioni più numerose sono state quelle sulle norme di sicurezza: ben 492, dalle quali sono scaturite sanzioni per circa 330 mila euro.
In realtà l'operazione - l'ultima di una certa efficacia in ordine temporale - mostra solo la punta di un iceberg. ''Purtroppo l'organico sia dei carabinieri dell'Ispettorato del Lavoro (452 in tutta Italia) sia degli ispettori stessi del ministero del Welfare (1.200) è largamente deficitario. Anche per questo, abbiamo unito le forze e siamo andati a cercare il lavoro nero non a caso, ma proprio là dove ce ne erano i segnali, come i molti infortuni sul lavoro'', ha dichiarato all'agenzia Adnkronos Giovanni Scialdone, comandante del Comando Carabinieri Ispettorato del Lavoro (la task force dell'Arma che opera presso il ministero del Lavoro).
Il direttore della direzione provinciale del lavoro di Roma, Giuseppantonio Cela, definisce infatti preoccupante la situazione, evidenziando come sia necessario agire su un fronte più ampio, "perché oltre al lavoro nero emerge un problema serio sulla sicurezza dei lavoratori".
Oggi il lavoro nero riguarda soprattutto i lavoratori immigrati, che, sempre nel campo dell'edilizia, si trovano in una situazione di forte sfruttamento. La Filea CGIL (sindacato di categoria dell'edilizia) ha mostrato come, da un monitoraggio svolto nel 2004, la maggior parte delle vertenze riguardino lavoratori stranieri. Sono infatti ben il 54,97% le vertenze promosse nel 2004 (dati gennaio-ottobre) dai lavoratori edili stranieri, contro il 43,03% degli edili italiani e, rispetto allo scorso anno, si registra un aumento delle pratiche dell'1,68%. Tra gli stranieri spiccano i rumeni (53,90%), che si rivolgono al sindacato soprattutto per denunciare le basse retribuzioni (ben al di sotto dei minimi contrattuali) che riceve chi lavora senza regolare contratto.

 

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Num 43 Gennaio 2005 | politicadomani.it