Pubblicato su Politica Domani Num 41 - Novembre 2004

Cinema d'animazione africano
Un modo diverso di raccontare l'Africa
Ogni anno ai festival del cinema africano i film di animazione assumono un ruolo sempre più importante. L'Africa dei cartoons è giovane, fresca, imprevedibile. Le tecniche usate per l'animazione impiegano materiali poveri con ingegno e creatività. Così come è nella grande tradizione, adulti e bambini amano questi racconti animati

di Daniele Proietto

Era il 1966 quando il regista Sembène Ousmane con il suo "Le noir de…" presentò per la prima volta un film africano in un festival occidentale (Cannes). Ebbe inizio da lì un percorso fatto di passi piccoli ma significativi, che hanno permesso al cinema africano di trovare una propria dimensione sia tra i propri confini, come dimostra il "Festival del cinema" che si tiene ogni anno in Burkina Faso, che fra quelli dei paesi occidentali, Italia inclusa. Proprio nel Bel Paese infatti il Cinema del "Continente Nero" sta svestendo i panni del semplice fenomeno di nicchia e sulle orme delle produzioni asiatiche ("La tigre e il Dragone" su tutte) sta raccogliendo un numero sempre maggiore di estimatori.
La punta di diamante dell'intero movimento cinematografico africano, che inizia nei primi anni '50, è attualmente rappresentata dal cinema d'animazione. Seppur ancora non in grado di competere (almeno commercialmente) con le gigantesche produzioni Disneyiane o della DreamWorks, i film animati africani hanno suscitato grande interesse sia tra i bambini (target naturale per film di questo genere) che tra gli adulti.
L'Africa raccontata in questi lungometraggi appare giovane, fresca, quasi spensierata, allegra e piena di ironia. E questo grazie all'assenza dell'eccessiva teatralità che affliggeva i lavori precedenti; con i quali, tuttavia, i cartoons africani continuano a condividere le vicende e i temi. Racconti ripresi perlopiù da antiche fiabe impregnate della tradizione popolare, dalla quale vengono attinti anche i protagonisti delle storie, solitamente animali oppure maschere tramandate sin da tempi antichi.
Un saggio delle potenzialità che questa ondata di freschezza porta con sé, si è avuto con l'uscita nelle sale cinematografiche italiane del film d'animazione "Kirikù e la strega Karabà", una fiaba ispirata a racconti popolari africani che ha ottenuto un notevole successo di critica e d'incassi.
La storia narra le avventure di Kirikù, un ragazzo che per colpa di una maledizione è destinato a vivere per sempre con il corpo di un bambino, ma che, grazie al suo coraggio e alla sua straordinaria saggezza. riesce a sconfiggere la strega Karabà e a riportare tutto alla normalità.
La favola è un tipico esempio dei valori espressi nelle antiche storie africane, come il coraggio, la saggezza e la forza di volontà, ma coglie altrettanto bene un altro aspetto proprio delle produzioni africane, l'ironia e la critica pungente, rivolta in questo caso al razzismo e all'emarginazione, quella che subisce Kirikù da parte degli abitanti del suo villaggio, a causa della sua piccola statura.
Sulla base di questo scenario e forte del consenso del pubblico è nata all'interno del festival del cinema africano di Milano, una sezione a tema chiamata African Cartoon che si propone di avvicinare un numero maggiore di pubblico all'arte cinematografica "nera" del cartoon. Essa è fatta di intrecci di colori e di realtà, basata su un concetto audace e innovativo, quello della Junk Art o più nello specifico della Junkmation, ovvero "l'animazione della cianfrusaglia" (il termine si riferisce all'abilità degli autori di riciclare materiali di scarto per la creazione delle loro opere).
L'importanza di manifestazioni culturali di questo genere è fondamentale per conoscere l'Africa. Finalmente vengono attribuiti riconoscimenti e meriti ai giovani artisti africani, anche se solo ad alcuni fra i tanti. Questi giovani che hanno lavorato inventando gli strumenti e le tecnologie di base, e hanno creato le condizioni per lo sviluppo di un mezzo espressivo di cui non tutti percepiscono ancora la potenza e l'importanza, specie per un Paese come quello africano.

 

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