Ora basta!
Marco Vitale

Milano, 12 maggio 2006

 

Da anni sostengo che il calcio è una componente così importante dell'economia e della società da richiedere un ordinamento ed una gestione sana e corretta. Da anni sostengo anche che purtroppo così non è per il calcio attuale rappresentando questo uno dei casi più evidenti di mismanagement degli ultimi decenni. La situazione è anzi così deteriorata da rendere fondato il giudizio, anche questo da me formulato da anni, della assoluta incapacità del calcio di autoriformarsi e della necessità quindi di interventi esterni. Se c'è ancora qualcuno che nutre qualche dubbio in proposito, legga le parole del presidente della Lega Galliani: “ sono solo pissi pissi bau bau. Si continua a parlare di macchie quando per ora non c'è traccia di nulla”. Non c'è traccia (sic) di nulla (sic): è incredibile! E' evidente che con dirigenti che assumono posizioni di questo tipo è impossibile impostare un qualunque discorso serio. Sul piano penale ogni addebito deve essere accuratamente e serenamente vagliato e giudicato. Sul piano sportivo bisogna attendere l'esito delle istruttorie in corso, ma è evidente che se tutto quello che è emerso venisse provato, la Juventus dovrà essere retrocessa in serie B e forse il campionato 2005-2006 annullato. Ma sul piano gestionale e delle responsabilità direzionali quello che è affiorato (aggiunto a tante altre precedenti pagine orrende nella gestione del calcio) è più che sufficiente per preoccupare a fondo dei dirigenti responsabili. Sempre che le dimissioni di Carraro, di tutto il consiglio di amministrazione della Juventus, l'azzeramento della triade direttiva della Juventus, quattro procure al lavoro, che tutto questo non sia frutto solo di pissi pissi bau bau.

Se metà di quello che è emerso dalle intercettazioni risulta provato, ce n'è a sufficienza perché chi porta responsabilità nella guida dell'economia e della società italiana dica: ora basta! Sono vari i soggetti che hanno il diritto- dovere di dire questo basta. In chiave repressiva e sanzionatoria, ad esempio, dovrebbero dirlo: magistratura, Banca d'Italia per porre un limite agli insensati affidamenti bancari e, per le quotate, (che peraltro mi auguro spariscano) la Consob.

Sul piano della ricostruzione, invece, è il governo che deve dire: ora basta! E lo deve dire chiedendo al CONI il commissariamento della F.I.G.C. per poter lavorare seriamente alla rifondazione del calcio risolvendo così anche gli osceni conflitti di interesse dei quali Galliani è l'indiscusso leader. E poi elaborando una legge organica sul calcio come mi è già capitato di proporre tre anni fa che dia alle società una struttura giuridica e organizzativa adatta alla loro attività, che assicuri una “governance” degna di questo nome e rispettosa anche del ruolo dei tifosi, imponga trasparenza e responsabilità, metta ordine nei rapporti con le televisioni e con i vari brasseurs d'affaire, generalizzi e imponga a tutti il rispetto delle norme UEFA.

Accanto alla legge organica sul calcio con la creazione del nuovo modello di Società Calcio SpA, è necessario però adottare anche un piano di risanamento finanziario. E' come quando ci si deve liberare di una moneta malata e intossicata in modo irreversibile dall'inflazione. Accanto alla cancellazione della vecchia moneta morta, bisogna introdurre la nuova moneta sana. Il piano di risanamento finanziario la cui attuazione va affidata ad un istituto di credito, si baserà su un meccanismo molto semplice. Le società che adotteranno la forma di Società Calcio SpA con il sistema duale come prescritto dalla legge organica, che si impegneranno entro tre anni a rientrare in determinati parametri in relazione al numero massimo della rosa dei giocatori, salary cup, incidenza massima spese generali e che assicureranno con gli strumenti e metodi appropriati trasparenza e affidabilità ai loro conti e alla loro gestione riceveranno un prestito a lungo termine a tasso agevolato per poter rientrare, in modo programmato, dagli squilibri finanziari accumulati.

Se la maggior parte delle società si adegueranno al nuovo sistema il calcio non solo verrà risanato finanziariamente e societariamente ma ritornerà anche ad essere più umano, divertente ed equilibrato. Ci saranno sempre grandi squadre ma meno spellari di oggi e i campionati si vinceranno con molti meno punti dell'attuale. Ma saranno punti più solidi, più seri, più veri, meno truccati.

 

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