Pubblicato su Politica Domani Num 31 - Dicembre 2003

Le Ragioni dei Magistrati

 

Dal comunicato del Coordinamento romano Giuristi democratici

La giustizia è funzione fondamentale nello Stato di diritto.
Siamo fortemente preoccupati per la proposta di riforma dell'ordinamento giudiziario come delineata dalla maggioranza. Tale riforma cancellerebbe un percorso di attuazione dei principi costituzionali durato oltre cinquant'anni e frutto delle lotte per il diritto condotte, su terreni diversi, dalla cultura giuridica democratica e dalle associazioni professionali.
In particolare è inammissibile la inusitata gerarchizzazione degli uffici del Pubblico Ministero, che finisce per deresponsabilizzare i singoli magistrati e introduce aree di opacità nell'esercizio della funzione giurisprudenziale funzionali a forme occulte di controllo politico.
Parimenti inaccettabile è la pretesa di condizionare per via disciplinare la funzione di interpretazione della legge. Tale pretesa introdurrebbe una forma di controllo politico della giurisdizione inconcepibile anche negli ordinamenti predemocratici.
Infine, la pretesa di privare i magistrati dei diritti di associazione e opinione garantiti a tutti i cittadini italiani costituisce un attentato alla vita stessa di associazioni come la nostra, nelle quali si confrontano magistrati, avvocati, ricercatori e docenti sulla frontiera dello Stato di diritto.
In definitiva la riforma della giustizia prospettata dalla maggioranza si risolverebbe in un attentato al modello di democrazia delineato dalla Costituzione.

 

Dall'intervento di Giovanni Bachelet (Teatro Brancaccio - Roma)

"Dall'epoca della mia giovinezza ad oggi, la magistratura, nel fare il suo normale dovere - indagare sui singoli reati - si è imbattuta nel terrorismo, nella corruzione, nella mafia, e a caro prezzo ha sempre tirato dritto, senza guardare in faccia a nessuno. Da ultimo si è imbattuta nel reato forse più infamante: la corruzione giudiziaria. Anche qui, malgrado l'enorme danno che poteva derivarne al prestigio dell'intero ordine giudiziario, non si è voltata dall'altra parte: ha avuto il coraggio del proprio dovere. E ha dimostrato che la legge è veramente uguale per tutti, salvando l'onore della magistratura".

 

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