Pubblicato su Politica Domani Num 31 - Dicembre 2003

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La fabbrica degli assassini

"Lo Veglio avea fatto fare tra due montagne in una valle lo più bello giardino. Quivi era donzelle e donzelli, li più begli del mondo, che meglio sapeano cantare e sonare e ballare. E facea lo Veglio credere a costoro che quello era lo paradiso. E perciò 'l fece, perché Malcometto disse che chi andasse in paradiso, avrebbe di belle femmine tante quanto volesse, e quivi troverebbe fiumi di latte, di vino e di méle. E li saracini di quella contrada credeano veramente che quello fosse lo paradiso.
E in questo giardino non intrava se· nnone colui cu' e'volea fare assesin[o].
Lo Veglio tenea in sua corte tutti giovani, egli ne facea dare oppio a bere, e faceali portare nel giardino e là dentro gli facea isvegliare. Quando li giovani si svegliavano, veramente credeano essere in paradiso. E queste donne sempre stavano co loro in canti e in grandi sollazzi; e mai per loro volere non sarebbero partiti da quello giardino. E quando elli ['l Veglio] vuole mandare niuno di quegli giovani ine uno luogo, li fa dare beveraggio che dormono e fagli recare fuori del giardino. Quando coloro si svegliano sono molto tristi e ànno grande voglia di tornarvi. E quando lo Veglio vuole fare uccidere alcuna persona, fa tòrre quello che sia lo più vigoroso, lo prende e dice:"Va' fa' cotale cosa; e questo ti fo perché·tti voglio fare tornare al paradiso". E li assessini vannolo e fannolo molto volentieri per ritornare al paradiso; se scampano ritornano a loro signore; se è preso, vuole morire credendo ritornare al paradiso."

[Marco Polo, Il Milione, ed. Adelphi, 1994 - Cap.40-41, Del Veglio e de la Montagna e come fece il paradiso, e li assessini - (Prima edizione toscana trecentesca)]

 

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