Pubblicato su politicadomani Num 103/104 - Giugno/Luglio 2010

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Israele, Gaza e la guerra dell’acqua
Israele ha continuato a negare ai palestinesi dei Territori Occupati un equo accesso ad adeguate e sicure forniture di acqua, intralciando lo sviluppo socioeconomico e ponendo a repentaglio la salute, in violazione delle proprie responsabilità in quanto potenza occupante. L’accusa è di Amnesty International.
Il consumo palestinese di acqua raggiunge solo i 70 litri al giorno pro-capite (il minimo raccomandato dall'OMS è 100 litri. Il consumo pro-capite di acqua israeliano è quattro volte maggiore (300 litri al giorno).
Quella dell’acqua è una guerra di logoramento condotta dagli israeliani conto i palestinesi. Israele si è infatti appropriato di vaste aree delle terre palestinesi ricche di acqua, occupandole e vietando l'accesso ai palestinesi. Israele (450.000 coloni) utilizza più dell'80% dell'acqua della falda montana, la maggiore riserva idrica del sottosuolo dell'area e l'unica per i palestinesi della Cisgiordania (sono 2.300.000), e limita loro l'accesso al solo 20%. In alcune aree rurali i palestinesi sopravvivono con 20 litri al giorno.
Procurarsi acqua per i bisogni primari nelle zone rurali è per i contadini palestinesi una battaglia quotidiana. L'esercito israeliano spesso distrugge o confisca le cisterne per la raccolta dell'acqua piovana destinata all'irrigazione con la scusa che sono state costruite senza permesso.
Drammatica la situazione a Gaza. Qui il 90-95% dell'acqua della falda acquifera costiera è contaminato e inutilizzabile per uso domestico. Ma Israele non permette né il trasferimento di acqua dalla falda montana, né l’ingresso di materiali per le opere idriche.

Margherita del mare
La margherita del mare (nome scientifico: Calendula maritima), è una delle specie che compare nella “Lista Rossa delle Specie a Rischio”, in grave pericolo di estinzione, della Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). È un fiore giallo brillante che si trova in Sicilia e nelle isole vicine. Cresce sui resti in fase di putrefazione delle erbe marine ricche di nitrogeno che si depositano sulle spiagge.
La Margherita del Mare è minacciata soprattutto dagli insediamenti urbani che invadono il suo habitat naturale. Inoltre, poiché non ci sono finora norme di legge che le proteggono, queste attraenti piante si trovano ad affrontare anche la minaccia di coloro che le colgono per i loro bellissimi fiori.
Oltre a queste minacce, negli ultimi anni, la specie ha dovuto competere con la presenza di altre piante infestanti, come l’erba cristallina o il fico degli ottentotti. Per ora sono solo le riserve naturali della saline di Trapani e Paceco e le isole dello Stagnone di Marsala che offrono protezione alla margherita del mare.
La specie è stata scelta lo scorso anno come simbolo della città di Trapani. Una decisione che sarà seguita dalle necessarie tutele per la sua conservazione.

 

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